Basso livello di dolore nel parto in acqua: tre condizioni che le madri devono soddisfare
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È ampiamente riconosciuto che avere figli è l'esperienza più gioiosa e più dolorosa, in particolare durante il travaglio stesso. Alcuni descrivono il parto come un viaggio attraverso le porte dell'inferno. Questa metafora non è esagerata; chi non ha sopportato l'agonia del travaglio non può comprendere la sofferenza che comporta. Come future mamme, è del tutto comprensibile e davvero realizzabile cercare modi per ridurre al minimo il dolore fisico mentre si abbraccia la gioia di questo viaggio.Negli ultimi anni è emerso un nuovo metodo di parto: il parto in acqua. Questo approccio allevia i dolori del travaglio e ha guadagnato una notevole popolarità a livello internazionale.
Il parto in acqua prevede che il neonato venga partorito mentre è completamente immerso nell'acqua. Durante questo processo, la testa del bambino deve rimanere completamente sott'acqua fino a quando non emerge tutto il corpo, dopodiché il neonato viene immediatamente sollevato dall'acqua. Obiettivamente, il parto in acqua contribuisce anche a ridurre il tasso di cesarei.Il parto in acqua avviene tipicamente in una sala parto specializzata, all'interno di una vasca da parto simile a una vasca idromassaggio. La futura mamma si immerge in acqua calda trattata appositamente e mantenuta a una temperatura compresa tra 36 e 37 gradi Celsius, con una temperatura ambiente impostata a 26 gradi Celsius. Sotto la guida di un'ostetrica, attraverso tecniche di respirazione e rilassamento adeguate, la nuova vita emerge gradualmente nel mondo. Dopo il parto, il neonato dovrebbe rimanere in acqua per non più di un minuto.
Infatti, il parto in acqua non solo allevia i dolori del travaglio, ma fornisce anche un sostegno psicologico grazie alla spinta dell'acqua. L'azione avvolgente dell'acqua offre benefici protettivi per il canale del parto e la regione pelvica. Inoltre, partorire in acqua facilita il riposo e il rilassamento della madre, riducendo potenzialmente la durata del travaglio e l'incidenza dell'episiotomia. Per le gravidanze a basso rischio e senza complicazioni, il parto in acqua è considerato sicuro se assistito da ostetriche esperte.
Tuttavia, è importante comprendere che il parto in acqua non è adatto a tutte. Le donne che scelgono questo metodo devono soddisfare i seguenti tre criteri:
1. La madre non deve presentare complicazioni quali rottura prematura delle membrane o ipertensione indotta dalla gravidanza, né condizioni croniche quali malattie cardiache o ipertensione. Anche le malattie infettive, tra cui l'epatite, la sifilide o l'HIV, sono controindicate.
In secondo luogo, la madre dovrebbe idealmente avere meno di 35 anni. Le madri più anziane possono avere un bacino meno flessibile e una dilatazione più scarsa, rendendo il parto in acqua non adatto.
In terzo luogo, gli esami preliminari non devono mostrare segni di sofferenza fetale, posizione fetale anomala o grave intreccio del cordone ombelicale. Il feto non deve essere eccessivamente grande, idealmente con un peso compreso tra 3000 g e 3500 g.
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