Provi spesso paura? Da dove proviene realmente la fobia?
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La fobia è un disturbo nevrotico caratterizzato principalmente da sintomi di terrore. I pazienti provano una paura intensa e irrazionale verso oggetti o situazioni specifiche, accompagnata da una marcata ansia e da sintomi del sistema nervoso autonomo, cercando attivamente di evitarli per alleviare questo disagio.I pazienti riconoscono le loro paure come irrazionali e inutili, ma rimangono incapaci di controllarle, con conseguente compromissione delle loro funzioni quotidiane. Gli oggetti temuti possono essere singoli o multipli, come animali, spazi aperti, stanze chiuse, altezze o situazioni sociali. Il disturbo colpisce prevalentemente gli adolescenti e gli anziani, con una prevalenza maggiore tra le donne.Studi stranieri riportano un tasso di prevalenza del 6‰ nella popolazione generale (1983), mentre indagini condotte in Cina indicano una prevalenza media dello 0,59‰ (1982). Tuttavia, la ricerca di Agras del 1969 ha riportato un tasso di prevalenza del 77‰. L'eziologia delle fobie rimane poco chiara.La ricerca suggerisce potenziali associazioni con predisposizione genetica, fattori costituzionali, influenze fisiologiche ed elementi psicosociali. Di seguito esploriamo queste cause per comprendere meglio come possono insorgere le fobie e come migliorarne la prevenzione nella vita quotidiana. 1. Fattori genetici L'agorafobia presenta un raggruppamento familiare, che colpisce in particolare i parenti di sesso femminile. Gli studi indicano tassi di concordanza più elevati tra i gemelli monozigoti rispetto ai gemelli dizigoti.Alcune fobie specifiche mostrano una spiccata tendenza ereditaria, come la fobia del sangue e quella delle iniezioni. 2. Fattori costituzionali In passato si riteneva che i pazienti presentassero spesso personalità timide, passive, dipendenti e altamente introverse prima dell'insorgenza della fobia, con una predisposizione all'ansia, alla paura e a tendenze ossessive. Anche gli individui che hanno subito un'eccessiva protezione materna durante l'infanzia sono più suscettibili allo sviluppo di fobie in età adulta.
3. Fattori fisiologici
Le osservazioni indicano livelli di eccitazione elevati nel sistema nervoso di chi soffre di fobie. Questi individui mostrano una maggiore sensibilità e vigilanza, mantenendo uno stato di eccitazione eccessiva. Il loro stato fisiologico è caratterizzato dalla predominanza del sistema nervoso simpatico, accompagnata da un aumento della secrezione di adrenalina e tiroxina. Tuttavia, la relazione causale tra questo stato fisiologico e lo sviluppo delle fobie rimane poco chiara.
4. Fattori psicosociali
I pazienti possono sperimentare specifici fattori scatenanti psicologici che precedono il loro primo episodio. I dati indicano che quasi due terzi dei malati possono ricondurre attivamente la loro condizione a un evento particolare.All'inizio del XIX secolo, gli psicologi americani utilizzarono la teoria dei riflessi condizionati per spiegare il meccanismo di sviluppo delle fobie. Essi ipotizzarono che l'espansione e la persistenza dei sintomi della paura derivassero dall'esposizione ripetuta che condizionava l'ansia, mentre i comportamenti di evitamento impedivano l'estinzione di questo condizionamento.Cioè, quando un paziente incontra uno specifico stimolo che provoca paura, altri stimoli non paurosi (stimoli irrilevanti) presenti nella stessa situazione possono agire simultaneamente sulla corteccia cerebrale del paziente. Insieme, formano uno stimolo misto che stabilisce un riflesso condizionato. Di conseguenza, in seguito all'esposizione a una situazione simile, anche in presenza solo degli stimoli irrilevanti, può essere evocata una paura intensa.Tuttavia, la teoria del riflesso condizionato fatica a spiegare i casi in cui i pazienti non hanno una storia di esperienze traumatiche o in cui gli oggetti della paura cambiano frequentemente.
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