Quattro prescrizioni psicologiche per alleviare il disturbo ossessivo-compulsivo da password negli uomini
Encyclopedic
PRE
NEXT
Xiaoming ha attualmente decine di password diverse. Spesso è tormentato dall'incapacità di ricordarle tutte. Ogni volta che deve inserire una password, la sua mente diventa un groviglio confuso e più cerca di ricordarle, più gli fa male la testa. Questo ha persino influito sul suo sonno e sul suo lavoro.
Password del computer, password dell'e-mail, PIN delle carte di credito, codici per il trading azionario, tessere fedeltà dei centri commerciali, accessi quotidiani alle app di messaggistica come QQ, MSN e Feixin, oltre alle credenziali dei siti web Taobao, Joyo e Dangdang... Secondo i suoi calcoli, gestisce quasi settanta password, tutte essenziali per la vita quotidiana.
A dire il vero, ricordare così tante password non è un'impresa facile. Xiao Ming ha una memoria piuttosto forte, ma queste password si rivelano molto più complicate dei numeri di cellulare. Ogni piattaforma richiede password di lunghezza diversa: alcune richiedono solo numeri, altre insistono sulle lettere, alcune impongono la distinzione tra maiuscole e minuscole e alcune preferiscono persino combinazioni di lettere, numeri e simboli come i trattini.
Ora, ogni volta che deve inserire una password, fa fatica a ricordare quale sia quale. Il solo pensiero gli provoca mal di testa e spesso ha incubi al riguardo.
Analisi psicologica
I moderni abitanti delle città soffrono sempre più spesso di tendenze ossessivo-compulsive, come la dipendenza dal computer, la dipendenza dal cellulare e l'ansia da password. Come illustrato dal caso sopra riportato, Xiaoming mostra i classici sintomi dell'OCD legato alle password.
Questa condizione, come suggerisce il nome, si manifesta con un persistente esaurimento mentale, confusione mentale e persino un grave disagio psicologico derivante dalla frequente dimenticanza delle password.Molti malati sviluppano tendenze ossessivo-compulsive dal continuo ripetersi di ricordare le password; altri sono perennemente turbati dalla complessità delle password. Impostarle troppo semplici comporta il rischio di furto, mentre quelle eccessivamente complesse risultano impossibili da ricordare. Nel tempo, questo genera ansia e preoccupazione.I documenti storici indicano che i codici cifrati hanno avuto origine nell'antica Grecia. Nel 404 a.C., dopo la conquista di Atene da parte di Lisandro, comandante della spedizione spartana nel nord, arrivò un messaggero con una cinghia di cuoio su cui era inciso un avvertimento che le truppe nemiche intendevano tagliargli la ritirata. Lisandro agì con decisione, guidando le sue truppe a ritirarsi con armi leggere e sfuggire al pericolo.
Nel IV secolo d.C., in Grecia fecero la loro comparsa primitive cifre per nascondere il contenuto delle lettere. Verso la fine del Medioevo, i cittadini comuni e i giovani nobili spagnoli, cercando di aggirare le restrizioni feudali sul libero amore, ricorsero a varie forme di corrispondenza segreta, dando così origine a diverse cifre rudimentali.
Poiché aspetti sempre più diversi della vita quotidiana richiedono un uso frequente delle password, l'enorme volume di informazioni crittografiche è diventato un peso crescente per i moderni abitanti delle città. Inoltre, gli esperti di vari media consigliano regolarmente di cambiare le password e di evitare scelte comuni come numeri di cellulare o date di nascita. Di conseguenza, questo meccanismo di difesa psicologica appare sempre più fragile e sotto pressione a causa della concorrenza, con ansia e apprensione che affliggono spesso gli individui.È evidente che le compulsioni legate alle password derivano dal ritmo accelerato della società moderna e dal rapido progresso digitale.
Un altro gruppo potrebbe aver subito violazioni delle password, adottando un approccio eccessivamente cauto simile a "una volta morso, due volte timido". Di conseguenza, proteggono con password tutte le informazioni personali indiscriminatamente, indipendentemente dalla necessità.
La confusione delle password può scatenare sintomi come la soppressione emotiva e l'irrequietezza. Nei casi più gravi, questi sintomi possono essere accompagnati da mal di testa, visione offuscata e nevrastenia. Si tratta essenzialmente di barriere psicologiche derivanti dalla memorizzazione forzata, un'espressione anomala di difese psicologiche eccessivamente accentuate. Se gestita male, la compulsione per le password può evolvere in stati emotivi dannosi; una volta scatenata, nei casi più gravi può precipitare disturbi psicologici come depressione, ansia o disturbo ossessivo-compulsivo.
Prescrizione psicologica
1. Migliorare l'autocontrollo:
Assicurarsi un sonno adeguato, coltivare la resilienza personale attraverso l'autodisciplina e praticare la fiducia genuina negli altri. Superare tratti dannosi come l'eccessiva cautela, l'indecisione e la timidezza.
3. Razionalizzare la gestione delle password:
Assegnare le password in base alla sensibilità delle informazioni. Classificare le password in modo appropriato per semplificarne la complessità. Ad esempio, utilizzare numeri dispari per le password finanziarie e numeri pari per le password relative alle informazioni sociali. In alternativa, utilizzare il metodo più semplice: registrare tutte le password in un quaderno e salvarne una copia di backup in una cartella del computer.
4. Per sintomi ossessivo-compulsivi gravi:
Potrebbe essere necessario assumere farmaci appropriati sotto controllo medico per alleviare l'ansia.
PRE
NEXT