Senza punizione, non si può apprezzare la ricompensa
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Gli insegnanti dovrebbero disciplinare gli alunni? Come può essere efficace una punizione senza causare danni? Durante il seminario provinciale dell'Henan sulla disciplina educativa nelle scuole primarie e secondarie, tenutosi ieri mattina, gli esperti presenti hanno concordato all'unanimità che l'istruzione senza disciplina è incompleta.
Con l'affermarsi dell'"educazione basata sulla lode" come manifestazione di un'istruzione di qualità, l'"educazione disciplinare" è gradualmente scomparsa dal dibattito pubblico, al punto che la semplice menzione della punizione ha suscitato allarme.Di fronte a alunni indisciplinati, molti insegnanti lamentano che "insegnare sta diventando sempre più difficile". Questo approccio passivo finisce per danneggiare gli interessi della maggior parte degli studenti, compresi quelli più turbolenti.
La disciplina non implica solo punire i comportamenti scorretti, ma anche aiutare i bambini a superare le abitudini dannose. In un certo senso, l'istruzione comporta intrinsecamente implicazioni disciplinari.Una delle funzioni fondamentali dell'istruzione è quella di favorire lo sviluppo sociale degli studenti. Ciò comporta non solo l'impartizione di conoscenze, ma anche la regolazione del comportamento secondo le norme sociali. Per garantire la serietà e l'efficacia delle leggi, dei regolamenti e degli standard sociali, la punizione è onnipresente nella società reale. Se i bambini non imparano dai propri errori in giovane età, come potranno adattarsi alla società inevitabilmente punitiva che inevitabilmente incontreranno?Per questo motivo, il famoso educatore sovietico Makarenko osservava: "L'assenza di punizioni nelle scuole inevitabilmente lascia alcuni alunni senza protezioni. Laddove la punizione è necessaria, essa costituisce non solo un diritto, ma un obbligo". Coloro che mettono in discussione l'educazione disciplinare confondono chiaramente i concetti di disciplina e punizione corporale. Questo malinteso è diffuso nella società, anche tra alcuni educatori.Questa confusione concettuale alimenta direttamente due estremi nell'educazione scolastica: considerare la disciplina come punizione corporale e quindi trascurare i bambini, oppure equiparare la punizione corporale alla disciplina e ricorrere alla violenza fisica. Entrambi gli approcci danneggiano inevitabilmente i bambini. La differenza fondamentale sta nello scopo: la disciplina mira ad aiutare i bambini a riconoscere i propri errori e a coltivare la responsabilità delle proprie azioni, mentre la punizione corporale serve solo come sfogo delle emozioni personali dell'educatore.Questi atteggiamenti contrastanti producono approcci diametralmente opposti: la disciplina costituisce una sanzione misurata che non compromette il benessere fisico o mentale, mentre la punizione corporale rappresenta un'aggressione sconsiderata e maliziosa al corpo. L'intensità della confusione tra i due concetti sottolinea solo la necessità che le autorità educative chiariscano i confini tra azione disciplinare e punizione corporale.
Sia attraverso l'"educazione basata sulla lode" che attraverso l'"educazione disciplinare", l'insegnamento rimane un'"arte dell'amore". Pertanto, la validità scientifica di qualsiasi metodo educativo dovrebbe essere giudicata innanzitutto in base alla sua capacità di soddisfare le esigenze dei bambini e di favorirne lo sviluppo. Non è necessario essere eccessivamente sensibili nei confronti di termini come "disciplina".In realtà, solo integrando l'"educazione disciplinare" con l'"educazione basata sull'apprezzamento" si può considerare completa l'istruzione scolastica: senza punizione, l'apprezzamento non può essere veramente percepito; senza apprezzamento, la punizione non può essere veramente compresa. Le due cose si completano a vicenda, ma entrambe possono essere controproducenti se portate all'estremo.
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