Attenzione: i "bambini perfetti" che non mangiano né piangono possono contrarre il Cronobacter sakazakii
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Recentemente, è stato scoperto che alcuni prodotti di latte artificiale contengono il batterio patogeno Cronobacter sakazakii. Gli specialisti in neonatologia avvertono che se i neonati (in particolare i prematuri o i bambini con basso peso alla nascita) contraggono questo batterio, corrono un alto rischio di sviluppare enterocolite grave e sepsi, che possono essere pericolose per la vita.L'Enterobacter sakazakii, noto anche come enterobatterio di Sakazaki, appartiene alla famiglia delle Enterobacteriaceae. Ribattezzato Enterobacter sakazakii nel 1980, provoca grave meningite neonatale, enterocolite e batteriemia con tassi di mortalità superiori al 50%.I microbiologi non sono ancora certi della fonte di contaminazione del Cronobacter sakazakii, anche se numerosi casi clinici indicano il latte artificiale come principale via di trasmissione identificata.
Il Cronobacter sakazakii rappresenta la minaccia maggiore per i neonati (di età pari o inferiore a 28 giorni), i bambini di età inferiore ai due mesi e in particolare quelli prematuri, con peso alla nascita inferiore a 2,5 chilogrammi o con un sistema immunitario compromesso.A causa delle loro difese immunitarie sottosviluppate, una volta infettati, questi batteri spesso proliferano ampiamente nel colon prima di migrare nell'intestino tenue. Possono quindi penetrare nella parete intestinale (che nei neonati è sottile e altamente permeabile) ed entrare direttamente nel flusso sanguigno, provocando la sepsi neonatale.
In genere, se un bambino presenta feci sanguinolente e contenenti muco, i medici raccomandano un test PCR (reazione a catena della polimerasi) per determinare se il bambino soffre di indigestione, di un'infezione virale o di un'infezione da Cronobacter sakazakii.
Attenzione ai "bambini tranquilli" che non mangiano né piangono
I neonati infettati dal Cronobacter sakazakii spesso rifiutano di nutrirsi e non mostrano segni di disagio, apparendo ai genitori come "bambini tranquilli". In realtà, l'infezione provoca sepsi, che sopprime il sistema nervoso centrale e compromette la prontezza mentale, lasciando il bambino troppo debole per piangere. Inoltre, la proliferazione dei batteri nell'intestino provoca disturbi intestinali, riducendo ulteriormente l'appetito del neonato.
Gli esperti avvertono quindi che quando un neonato mostra "rifiuto di nutrirsi e mancanza di pianto", è necessaria la massima vigilanza per una possibile sepsi. Un intervento medico precoce in questa fase produce risultati molto favorevoli. I neonati erroneamente percepiti come "ben educati" dai genitori possono subire un ritardo nel trattamento, con conseguente aggravamento della malattia e un tasso di mortalità significativamente più elevato per la sepsi.
Il latte in polvere dovrebbe essere consumato idealmente entro una settimana dall'apertura della confezione.
Tutti i latti artificiali sono sottoposti a test obbligatori per l'Enterobacter sakazakii prima di lasciare la fabbrica. Liu Haiyan spiega che, sebbene la carica batterica possa essere entro i limiti al momento della produzione, una conservazione prolungata durante il trasporto o lo stoccaggio, in particolare con l'avvicinarsi della data di scadenza, può consentire ai batteri di proliferare in modo significativo all'interno della polvere.
Di conseguenza, il latte artificiale conservato per periodi più lunghi comporta rischi maggiori per i neonati. Gli esperti raccomandano quindi di scegliere latte artificiale relativamente "fresco" per i neonati, come i lotti di produzione recente. Liu Haiyan ha sottolineato che il personale ospedaliero evita rigorosamente di utilizzare latte artificiale prossimo alla data di scadenza per i neonati prematuri, dato il loro sistema immunitario intrinsecamente debole.
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