Allergie infantili: identificare le cause alimentari
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Poche gocce di salsa di pesce hanno scatenato un'allergia alle proteine del latte nel bambino. Con l'arrivo di un bambino, i genitori concentrano naturalmente la maggior parte della loro attenzione sul neonato. Tuttavia, alcune cure ben intenzionate possono causare involontariamente danni, e le allergie alimentari derivanti da pratiche alimentari scorrette ne sono un esempio.
Poche gocce di salsa di pesce hanno scatenato un'allergia alle proteine del latte
Quando Chenchen aveva quattro mesi, per affetto, i membri della famiglia ogni tanto intingevano le bacchette nella salsa di pesce per farle assaggiare. Questo ha portato inaspettatamente a gravi complicazioni:Chenchen, che era stata alimentata esclusivamente con latte artificiale, ha sviluppato diarrea ed eruzioni cutanee dopo aver consumato il suo solito latte. Gli esami ospedalieri hanno confermato un'allergia alle proteine del latte, probabilmente scatenata dall'introduzione prematura della salsa di pesce.
Per prevenire il ripetersi del problema, il medico consigliò di acquistare latte artificiale altamente idrolizzato. Se i sintomi fossero persistiti, sarebbe stato necessario un latte artificiale composto al 100% da aminoacidi liberi, con un costo di trecento-quattrocento yuan a bustina. La sola spesa mensile per il latte artificiale avrebbe raggiunto i due-tremila yuan, mettendo a dura prova le finanze della giovane famiglia.Questo improvviso cambiamento di situazione ha lasciato i genitori di Chenchen profondamente turbati.
Nessun alimento complementare prima dei sei mesi
Sebbene casi come quello di Chenchen, in cui il brodo di pesce occasionale scatena un'allergia alle proteine del latte, siano rari, i medici incontrano spesso neonati che non riescono ad aumentare di peso con il latte artificiale o sviluppano sintomi allergici come eruzioni cutanee e diarrea.Alcuni genitori introducono panini al vapore intinti nel brodo vegetale quando il loro bambino ha 3-4 mesi, solo per poi scoprire che il neonato rifiuta il latte materno o artificiale.
Tutti questi problemi derivano da pratiche alimentari scorrette. Pertanto, l'allattamento al seno esclusivo per i bambini di età inferiore ai sei mesi può aiutare a mitigare i rischi di allergia.Vale la pena notare che l'introduzione troppo precoce di alimenti per adulti come il brodo vegetale può sottoporre i reni del neonato a uno sforzo aggiuntivo a causa del contenuto di grassi e sodio presente in tali brodi.
Gli esperti consigliano che a sei mesi il latte materno da solo potrebbe non soddisfare più le esigenze di sviluppo del neonato, rendendo necessaria l'introduzione tempestiva di alimenti complementari.Quando si introducono i cibi solidi, attenersi ai seguenti principi: un alimento alla volta, iniziando con piccole quantità, passando da consistenze morbide a consistenze più grossolane e da consistenze liquide a consistenze più dense. Osservare il bambino per 3-5 giorni dopo l'introduzione di ogni nuovo alimento prima di aggiungere il successivo. Se compaiono sintomi allergici, interrompere immediatamente l'assunzione di quel particolare alimento.I neonati che consumano latte artificiale e sviluppano sintomi cutanei come eczema, orticaria o edema periorale/palpebrale; sintomi gastrointestinali tra cui vomito persistente, diarrea, feci sanguinolente, rifiuto inspiegabile di alimentarsi o costipazione; o sintomi sistemici come irritabilità, pianto frequente o ritardo della crescita devono essere sottoposti tempestivamente a visita medica per determinare se questi sono causati da allergia alle proteine del latte vaccino.Se l'allergia alle proteine del latte viene confermata, il latte artificiale standard a base di latte può essere sostituito con latte artificiale a base di proteine idrolizzate o latte artificiale a base di aminoacidi liberi al 100% per soddisfare il fabbisogno nutrizionale del neonato per la crescita e lo sviluppo. Gli esperti sottolineano che il latte artificiale a base di proteine idrolizzate e il latte artificiale a base di aminoacidi liberi al 100% hanno prezzi notevolmente più elevati rispetto al latte artificiale convenzionale, rendendoli inaccessibili per molte famiglie.Inoltre, il tratto gastrointestinale dei neonati richiede un certo grado di condizionamento. Dopo un periodo di alimentazione con latte artificiale a base di proteine idrolizzate o aminoacidi liberi, si può prendere in considerazione una transizione graduale al latte artificiale standard. Questa transizione deve essere effettuata in modo incrementale, monitorando attentamente la tolleranza del neonato per evitare reazioni avverse.
L'allattamento al seno esclusivo può comunque portare all'allergia alle proteine del latte vaccino
Per i neonati, il latte materno rappresenta la fonte nutrizionale più ideale, in particolare per i bambini con una storia familiare di allergie, dove l'allattamento al seno esclusivo può aiutare a prevenire l'insorgenza di allergie alimentari. Tuttavia, anche i bambini allattati esclusivamente al seno possono occasionalmente manifestare sintomi allergici come diarrea, costipazione o crosta lattea.Ad esempio, se una donna incinta consuma grandi quantità di uova, latte o crostacei durante la gravidanza, ciò può portare a una sensibilizzazione intrauterina. Allo stesso modo, se una madre che allatta al seno ingerisce quantità significative di latte, uova, crostacei o altre proteine alimentari, questi allergeni possono essere trasmessi al bambino attraverso il latte materno, causando sintomi di allergia alle proteine del latte.
Oltre a moderare il consumo di latte, uova e crostacei durante la gravidanza, le madri che allattano dovrebbero anche evitare cibi piccanti e ricchi di additivi. Se un neonato allattato al seno sviluppa un'allergia alle proteine del latte, è essenziale identificarne tempestivamente la causa e gestirla in modo appropriato. In generale, molti sintomi allergici migliorano con la crescita del bambino.
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