Elevato tasso di trasmissione materno-fetale dell'HIV: precauzioni per le donne incinte sieropositive che partoriscono
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È ampiamente riconosciuto che l'AIDS è una malattia infettiva altamente pericolosa causata dall'infezione da virus HIV. Attualmente non esiste una cura. Il virus HIV è presente principalmente nei fluidi corporei come il sangue, lo sperma, le secrezioni vaginali e il latte materno delle persone infette. La trasmissione avviene attraverso tre vie principali: contatto sessuale, esposizione al sangue e trasmissione da madre a figlio.Se una donna incinta è sieropositiva, è del tutto possibile che dia alla luce un bambino sano. Le attuali tecniche di prevenzione della trasmissione da madre a figlio sono molto avanzate e raggiungono un'efficacia quasi del 100% nel bloccare la trasmissione. Tuttavia, se una donna incinta nasconde la sua sieropositività, causando l'infezione da HIV al personale sanitario che assiste al parto, questo danneggia sia gli altri che se stessa: un errore grave e profondamente sbagliato.
Punto di vista uno: l'occultamento implica che la donna incinta sia pienamente consapevole della sua sieropositività. In genere, questi casi sono gestiti dal dipartimento HIV del CDC locale, che effettua uno o due test CD4 all'anno. I campioni di sangue vengono prelevati dal CDC locale, che dovrebbe essere prontamente informato della gravidanza e fornire indicazioni sui rischi di trasmissione durante il parto.Se la madre insiste nel partorire, il CDC locale, l'ospedale designato e l'istituto di salute materno-infantile devono somministrare congiuntamente una profilassi antiretrovirale per ridurre al minimo la trasmissione da madre a figlio. Ciò garantisce che sia gli ospedali che i servizi di salute materna siano preparati, prevenendo tali incidenti.
Punto di vista due: se una donna incinta elude ripetutamente i contatti con il CDC locale fuggendo e successivamente partorisce, ciò costituisce una violazione delle norme di prevenzione dell'AIDS. Poiché non comporta l'esposizione deliberata del personale medico, non equivale a una trasmissione intenzionale della malattia e quindi non può essere perseguita legalmente.
Punto di vista 3: se una donna incinta nasconde la sua sieropositività, causando l'infezione del personale medico che la assiste, ciò può costituire un comportamento doloso. Tali azioni sono illegali e soggette a sanzioni legali.
Punto di vista 4: questo incidente evidenzia anche le carenze dei protocolli locali di gestione dell'HIV, in particolare l'assenza di procedure complete di esposizione professionale.
In sintesi, le persone sieropositive dovrebbero cercare cure tempestive e non devono evitare le cure mediche. Si verificano casi reali in cui gli operatori sanitari vengono infettati a causa del parto di una donna incinta sieropositiva. Di conseguenza, il personale medico deve mantenere rigorose misure di protezione durante il proprio lavoro. Si auspica che le future mamme sieropositive collaborino con gli operatori sanitari e le agenzie di gestione dell'HIV per quanto riguarda le modalità del parto.
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