Le pazienti affette da tubercolosi dovrebbero evitare la gravidanza
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In linea di principio, le donne con diagnosi di tubercolosi dovrebbero astenersi dal matrimonio fino alla completa guarigione dalla malattia, data la sua natura altamente contagiosa. Se una donna sposata sviluppa una tubercolosi attiva o la contrae dopo il matrimonio, è necessario ricorrere a metodi contraccettivi efficaci fino alla completa guarigione e alla remissione stabile prima di prendere in considerazione una gravidanza.
Se una donna affetta da tubercolosi rimane incinta prima della guarigione o contrae la tubercolosi poco dopo il concepimento, è consigliabile interrompere la gravidanza. Questo perché la gravidanza nelle pazienti affette da tubercolosi può compromettere l'apporto nutrizionale a causa delle nausee mattutine, ostacolando la guarigione. Inoltre, le carenze nutrizionali possono influire negativamente sulla crescita e lo sviluppo del feto.
Inoltre, le pazienti affette da tubercolosi necessitano di 1-1,5 anni di trattamento con iniezioni di isoniazide o streptomicina. L'uso prolungato di questi farmaci può causare malformazioni fetali o natimortalità. La streptomicina, ad esempio, può provocare sordità congenita nel feto. Inoltre, sono necessari regolari esami radiografici o radiografie per monitorare la progressione della tubercolosi, e le radiazioni stesse possono causare anomalie fetali.
Considerando questi fattori, le donne con tubercolosi attiva dovrebbero evitare la gravidanza per salvaguardare la salute materna e fetale. La gravidanza può essere presa in considerazione solo dopo che la tubercolosi è stata trattata, assorbita e stabilizzata, senza necessità di assumere farmaci antitubercolari. Durante la gravidanza, l'attenzione all'alimentazione e alle cure prenatali precoci è essenziale per garantire una gestazione sicura sotto controllo medico, salvaguardando la salute sia della madre che del bambino.
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