Le 10 frasi che il tuo capo odia sentire di più
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Come dice il proverbio, il diavolo si nasconde nei dettagli. Come nuovo arrivato sul posto di lavoro, sei a conoscenza di alcune regole non dette? Come dovresti gestire il tuo rapporto con il tuo superiore, in particolare quando comunichi con lui? Di seguito sono riportate dieci frasi che il tuo capo non apprezzerà: prendine nota per evitare di cadere inavvertitamente in trappole e assicurarti di presentare un'immagine favorevole al tuo manager.
Ricorda, le tue responsabilità in un'azienda vanno ben oltre quanto indicato nella tua descrizione del lavoro originale. Se il tuo superiore ti chiede di fare qualcosa, è senza dubbio una tua responsabilità. Se rispondi bruscamente al tuo capo "No, non è compito mio", darai l'impressione di essere immaturi, scortese e poco collaborativo.
N. 2 "Non lo so."
Se il tuo superiore ti pone una domanda a cui non sai rispondere, la risposta corretta non è "Non lo so", ma piuttosto "Mi informerò immediatamente".
N. 3 "Ci deve essere un malinteso."
Nel panorama altamente competitivo di oggi, il tuo superiore non può coprire gli errori che commetti con i clienti chiave o nei contratti importanti. Spiegare loro i malintesi è inutile. Per te, diventare un comunicatore efficace è fondamentale per il successo professionale.
NO4 "Abbiamo sempre fatto così".
Potresti scoprire che il tuo nuovo manager è desideroso di provare approcci innovativi. Il modo migliore per presentarti come un dipendente esperto è resistere al cambiamento con un atteggiamento del tipo "lo facciamo in questo modo perché è il nostro metodo consolidato". Durante le sessioni di brainstorming, partecipa attivamente e accogli le nuove idee. Se sei preoccupato per la fattibilità di una proposta, dì: "Credo che per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo...".Evita il rifiuto categorico che soffoca l'innovazione. NO5 "È impossibile." Comunica sempre al tuo manager ciò che puoi realizzare. Ad esempio, invece di dire "Non possiamo completare questo compito entro venerdì", afferma "Finiremo sicuramente entro lunedì prossimo, oppure, se riusciamo a trovare un aiuto part-time, potremmo rispettare la scadenza di venerdì."Quando parli con il tuo superiore, formula le tue parole con l'obiettivo di risolvere i suoi problemi, non di crearne di nuovi. NO6 "Sono molto efficiente e non faccio mai straordinari." I dipendenti non dovrebbero mai soffermarsi sulle ore lavorate; è fondamentale immergersi nel compito, comprendere l'azienda e i clienti. Spesso le informazioni e la pianificazione cruciali emergono durante le ore "non lavorative". NO7 "Tutto a posto allora? Io me ne vado."
Pur sapendo che il reparto è sommerso di lavoro e ha bisogno di un forte sostegno, questo atteggiamento segnala "non è un mio problema" e isola la persona dal team. Implicitamente dice al capo: "Non mi interessa questo lavoro".Anche se non è richiesto di fare straordinari ogni giorno, o se hai davvero degli impegni precedenti, puoi sempre esprimerlo in modo più diplomatico (con sincera sincerità): "Capo, mi dispiace molto, ma oggi ho una questione familiare urgente da sbrigare. Posso occuparmene e poi tornare?". Non preoccuparti: pochi capi insistono davvero affinché i subordinati tornino di corsa. In definitiva, il tuo destino è nelle tue mani: raccogli ciò che semini.
NO8 "Va bene, non mi dispiace."
Piuttosto che accettare con riluttanza la decisione finale, accetta prontamente per mostrare un atteggiamento collaborativo. Ogni capo preferisce qualcuno con un atteggiamento positivo piuttosto che qualcuno competente ma poco collaborativo. Imparare a gestire le proprie emozioni è fondamentale per l'intelligenza emotiva. Infatti, essere poco collaborativi semina i semi della resistenza futura, restringendo il proprio percorso.Chi manca di magnanimità, positività o rispetto per i superiori incontrerà vicoli ciechi ovunque andrà, ponendo ostacoli sul proprio cammino. Pertanto, è destinato a difficoltà e potrebbe persino trascorrere la propria vita nell'infelicità.
NO9 "Non ho nulla da segnalare."
Rimanere in silenzio o essere avaro di parole sul proprio lavoro segnala al capo un impegno insufficiente e una mancanza di dedizione.I manager apprezzano coloro che trattano l'azienda come una propria impresa, che mantengono standard elevati e che dimostrano innovazione, efficienza e contributi perspicaci. NO10 "Ho troppo da fare per occuparmi di questo." Un'etica professionale fondamentale è l'obbedienza. Sebbene le discussioni siano ammesse quando il tempo lo consente, una volta presa una decisione, è richiesta la conformità indipendentemente dalle preferenze personali.Il capo deve considerare l'efficacia e l'efficienza complessive del team. Quando il tempo è poco e i compiti sono pesanti, chi è in grado di assumersi responsabilità e risolvere i problemi avanzerà più rapidamente e vedrà crescere più rapidamente le proprie capacità. Chi sembra ottenere piccoli vantaggi sta essenzialmente scommettendo sul proprio futuro. Come farsi apprezzare dal proprio capo Sul posto di lavoro, il fatto che il proprio capo ti apprezzi può dipendere da molti fattori.I due più importanti sono la tua competenza e la compatibilità del tuo temperamento con quello del tuo superiore. Il posto di lavoro richiede soprattutto risultati. Potresti essere una persona eccezionalmente buona, straordinariamente onesta e sincera, o universalmente apprezzata, ma la dura realtà è che senza le capacità adeguate al tuo ruolo, il fallimento è inevitabile.
Pertanto, se desideri essere apprezzato sia dal tuo capo che dai colleghi, il compito fondamentale è migliorare le tue capacità. Se riesci contemporaneamente a coltivare forti capacità comunicative, mantenere una condotta corretta e promuovere relazioni armoniose con i colleghi, è ancora meglio. Affidarsi esclusivamente al fatto di essere "giovane, affascinante o nuovo arrivato" per aspettarsi l'affetto universale è praticamente impossibile.
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