Il modo più amorevole per rispondere alle domande dei vostri figli
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Se osservate attentamente, noterete che durante un certo periodo i bambini percepiscono tutto come dotato di vita, emozioni e capacità di agire. Per questo motivo, spesso vediamo bambini in questa fase "parlare a cuore aperto" con i cuscini o "conversare" con bambole, orsacchiotti e altri peluche...
Il famoso psicologo svizzero Jean Piaget ha ipotizzato che i bambini piccoli, in particolare quelli di tre o quattro anni, mostrano comunemente un fenomeno psicologico unico noto come animismo.L'animismo si riferisce alla tendenza dei bambini in questa fase a percepire tutte le cose come entità viventi dotate di intenzioni.
Questa mentalità animistica può influenzare positivamente la nostra educazione familiare, ma presenta anche una sfida significativa. Quali strategie dovrebbero adottare i giovani genitori?
Strategia uno: ricorrere alla personificazione per rispondere alle "domande difficili" dei bambini
I bambini sono naturalmente curiosi.A partire dalla seconda metà del secondo anno di vita, i bambini iniziano a porre domande di ogni tipo. Alcune risposte potrebbero andare oltre la loro attuale comprensione psicologica, ma non possiamo evitare di rispondere alle loro domande. Non farlo potrebbe ridurre le loro domande o addirittura smorzare la loro naturale curiosità. Possiamo rispondere a queste domande in modo indiretto utilizzando la personificazione, adattata alla loro fase di sviluppo.
Domanda 1: "Perché la luna mi segue?"
"Forse alla luna piaci, quindi ti segue". Una risposta del genere soddisfa la sete di conoscenza di un bambino in modo molto più efficace che dirgli: "Sei troppo piccolo per capire, anche se papà te lo spiegasse".
Domanda 2: "Perché i pesci hanno le squame?"
"Proprio come tu indossi un costume da bagno quando nuoti, i pesci hanno bisogno di un costume da bagno per nuotare nell'acqua: le loro squame sono il loro costume da bagno".
Domanda 3: "Perché il sole tramonta?"
Se spieghi questo fenomeno usando la relazione tra il sole e la Terra, o fornisci una risposta scientificamente accurata basata sulla dinamica, i bambini di questa età non lo capiranno veramente. Invece, potresti dire: "Quando arriva la sera, gli animali tornano a casa per dormire e il sole va a dormire sulle montagne". Questa risposta fornirà comunque al bambino una soddisfazione psicologica.
Strategia due: coltivare la compassione e l'empatia nel vostro bambino
I genitori possono personificare gli oggetti per stimolare le tendenze animistiche dei bambini, favorendo l'empatia e aiutandoli a sviluppare abitudini positive. Ad esempio, quando insegnate ai bambini a non sporcare i muri o danneggiare i piccoli sgabelli, potreste dire:Lo sgabellino si sentirebbe terribilmente ferito se venisse rovesciato; immagina quanto sarebbe scomodo camminare con le gambe rotte!". Sentendo questo, i bambini staranno molto attenti, pulendo persino lo sgabellino e spolverando le pareti. In questo modo, si sviluppano naturalmente buone abitudini di cura degli oggetti e di mantenimento della pulizia.Allo stesso modo, quando insegniamo ai bambini ad amare le piante, gli animali e i loro coetanei, possiamo sfruttare la loro tendenza animistica. Questo favorisce l'empatia verso gli altri e gli oggetti, incoraggiandoli a prendersene cura come farebbero con se stessi.
Nota: evita di raccontare ai bambini storie spaventose o di esporli a film o programmi horror.I bambini in questa fase sono molto sensibili all'animismo e fanno fatica a distinguere la realtà dalla finzione. Spesso confondono gli esseri soprannaturali, le bestie feroci o i personaggi robotici raffigurati nei libri illustrati, nei film e nelle storie con la vita reale. Non avendo la capacità analitica di elaborare immagini spaventose, possono credere che tali creature esistano realmente nel mondo reale, il che porta a paure inutili e talvolta anche ad allucinazioni.Pertanto, oltre a rimuovere dal linguaggio e dalle immagini i contenuti che possono causare paura o angoscia, dovremmo anche evitare di esporre i bambini a film o programmi televisivi che contengono scene spaventose. Questo approccio favorirà lo sviluppo del coraggio, dell'audacia e dell'intrepidezza nei bambini, contribuendo così al loro sano sviluppo psicologico. Nota: non sfruttare deliberatamente o inavvertitamente le tendenze animistiche di un bambino per assolverlo dalla responsabilità del suo comportamento scorretto.Nella pratica, osserviamo spesso scenari in cui un bambino inciampa su una tavola di legno. L'adulto che lo accompagna spesso lo conforta e allo stesso tempo lo indirizza o lo aiuta a "colpire" o "rimproverare" la tavola responsabile della caduta. Influenzati dall'animismo, la maggior parte dei bambini riacquista gradualmente l'equilibrio emotivo dopo aver "punito" la tavola e aver ottenuto "vendetta".Questo approccio è in realtà errato. Esso esonera di fatto il bambino dalla responsabilità, ostacolando lo sviluppo del senso di responsabilità. La verità è che la caduta del bambino non deriva dall'"ostacolo della tavola di legno", ma dalla sua stessa disattenzione. La colpa è del bambino, non della tavola.
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