Come prevenire correttamente l'artrite
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La cartilagine articolare è composta da fibre di collagene, glicoproteine e aggregati di acido ialuronico dello spessore di 1-2 mm. Quando è idratata, funge da cuscinetto per assorbire e distribuire il peso e le forze meccaniche. In condizioni fisiologiche, la cartilagine articolare si affida alla contrazione dei legamenti circostanti e dell'osso sottostante per svolgere appieno queste funzioni.La contrazione muscolare non solo guida il movimento articolare, ma funziona anche come un elastico, assorbendo forze d'impatto significative per proteggere l'articolazione. Durante gli incidenti (come le cadute), i muscoli non sono in grado di generare una risposta protettiva abbastanza rapida da contrastare gli urti improvvisi, con conseguente aumento del carico articolare e potenziali lesioni.Inoltre, quando i muscoli invecchiano o soffrono di neuropatia periferica, la loro capacità di assorbire energia diminuisce in modo significativo. Un altro fattore che aiuta la cartilagine a sostenere il peso è l'osso subcondrale, che presenta una distribuzione reticolare. Sebbene sia più morbido della cartilagine ma più resistente dell'osso corticale, possiede un'elevata elasticità che facilita l'assorbimento della pressione.
È evidente che l'osteoartrite insorge prevalentemente in due scenari: in primo luogo, quando esistono anomalie nella cartilagine articolare, nell'osso subcondrale o nella muscolatura circostante, come alterazioni degenerative legate all'età, osteoporosi, infiammazioni o disturbi metabolici; in secondo luogo, quando queste strutture sono normali ma soggette a stress eccessivo, come nell'obesità o nei traumi.
Patologia: la deformazione della cartilagine articolare si verifica prima e presenta lesioni caratteristiche. La perdita di glicoproteine all'interno della matrice cartilaginea provoca l'ammorbidimento dello strato superficiale. Le fratture si sviluppano sotto i punti di pressione, determinando un aspetto vellutato sulla superficie della cartilagine.Successivamente, la cartilagine si stacca gradualmente a strati, assottigliandosi o addirittura scomparendo del tutto. L'osso subcondrale sviluppa microfratture e necrosi, mentre gli osteofiti sulla superficie articolare e sull'osso circostante costituiscono caratteristiche radiografiche di sclerosi, osteofitosi e alterazioni cistiche.La membrana sinoviale può presentare lievi alterazioni proliferative all'interno della cavità articolare a causa della distruzione della cartilagine e dell'osso, insieme alla perdita di detriti metabolici. Queste alterazioni includono la proliferazione delle cellule sinoviali e l'infiltrazione linfocitaria, sebbene in misura molto minore rispetto all'artrite reumatoide. Nell'osteoartrite grave, la parete della capsula articolare presenta fibrosi e anche i tendini circostanti possono essere colpiti.
Diagnosi clinica
Non esistono esami di laboratorio specifici per questa condizione, anche se questi risultati aiutano la diagnosi differenziale da altri disturbi. La velocità di eritrosedimentazione è normale nella maggior parte dei pazienti, la proteina C-reattiva non è elevata e il fattore reumatoide è negativo. Il liquido sinoviale appare giallo o color paglierino con viscosità e test di coagulazione normali. La conta dei globuli bianchi è inferiore a 2 × 10⁹/L e il contenuto di glucosio raramente scende al di sotto del 50% dei livelli di glucosio nel sangue.
La radiografia articolare aiuta la diagnosi. Le articolazioni colpite presentano i seguenti cambiamenti radiografici a seconda della gravità della malattia: 1. Restringimento dello spazio articolare; 2. Sclerosi subcondrale; 3. Formazione di osteofiti lungo i margini articolari; 4. Cambiamenti cistici nell'osso subcondrale, con rari casi che presentano cambiamenti ossei a forma di barca;5. Deformità ossee, tra cui appiattimento della testa del femore e/o sublussazione articolare. Va notato che molti individui che presentano questi cambiamenti radiografici non manifestano sintomi clinici della malattia. Diagnosi e diagnosi differenziale I criteri di classificazione dell'American College of Rheumatology (ACR) per l'osteoartrite sono i seguenti: (I) Criteri relativi alle articolazioni della mano: dolore o rigidità alle articolazioni della mano accompagnati da almeno tre dei seguenti quattro criteri.
1. Ipertrofia dei tessuti duri in due o più delle seguenti 103 articolazioni: articolazioni interfalangee distali e prossimali del secondo e terzo dito bilateralmente e prime articolazioni carpometacarpali.
2. Ipertrofia dei tessuti duri in almeno due articolazioni interfalangee distali.
3. Coinvolgimento (gonfiore) in meno di tre articolazioni metacarpo-falangee.
4. Almeno una deformità presente nelle suddette 10 articolazioni.
(b) Criteri relativi all'articolazione del ginocchio Dolore al ginocchio accompagnato da evidenza radiografica di osteofiti, presente con uno qualsiasi dei seguenti criteri:
1. Età >50 anni.
2. Rigidità del ginocchio <30 minuti.
3. Presenza di crepitio.(iii) Criteri relativi all'anca: dolore all'anca accompagnato da almeno due dei seguenti tre sintomi:
1. Velocità di eritrosedimentazione < 20 mm/1ª ora
2. Radiografia che mostra osteofiti sul femore o sulla testa del femore
3. Radiografia che mostra almeno un restringimento dello spazio articolare
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