Periodi chiave per l'apprendimento del linguaggio nei bambini
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Sebbene tutti i bambini acquisiscano la capacità di parlare entro una certa età, questa abilità non è innata. Come altri aspetti dello sviluppo cognitivo, l'attitudine linguistica richiede una stimolazione sostanziale da parte di chi si prende cura del bambino per sbloccare il suo potenziale. La chiave per coltivare l'intelligenza linguistica di un bambino sta nel sfruttare le sue capacità innate per incoraggiare l'espressione verbale. Il linguaggio costituisce un sistema simbolico complesso e sistematico, che funge da ponte vitale per la comunicazione umana.Molti genitori usano la domanda "Il bambino ha già iniziato a parlare?" come parametro di riferimento per lo sviluppo, come se un bambino che parla significasse un altro passo avanti nella crescita. In realtà, fin dalla nascita, i bambini comunicano continuamente con gli adulti. Esprimono i loro sentimenti attraverso il pianto, il sorriso o semplici gesti. Anche se non riescono ad articolare chiaramente le parole in modo da farci comprendere appieno il loro significato, attraverso questi semplici messaggi hanno già "detto" tutto.
Forse non vi rendete conto che, anche prima di imparare a parlare, i bambini ascoltano attentamente il linguaggio degli adulti ogni giorno. A nostra insaputa, accumulano notevoli capacità linguistiche prima delle loro prime parole. Gli scienziati hanno persino scoperto che il cervello dei bambini sembra contenere un sistema linguistico preprogrammato; con un'ampia stimolazione da parte degli adulti, questo potenziale può essere sbloccato.
Il linguaggio non è innato. Ogni fase dello sviluppo linguistico di un bambino è strettamente legata al suo apparato vocale, al sistema nervoso, alle esperienze di vita e alla motivazione a comunicare. Sebbene il percorso linguistico di ogni bambino sia unico, in genere progredisce in linea con le tappe fondamentali dello sviluppo.Il cosiddetto periodo critico si riferisce alla fase in cui lo sviluppo di un bambino è più rapido. Durante questo periodo, i bambini sono particolarmente sensibili agli stimoli esterni e assorbono prontamente le informazioni dall'ambiente circostante. Se chi si prende cura di loro fornisce stimoli adeguati al momento giusto, combinati con il potenziale intrinseco del bambino, le sue capacità in vari ambiti progrediranno in modo notevolmente rapido.
Gli psicologi infantili riconoscono il periodo tra i due e i tre anni come la fase critica per lo sviluppo del linguaggio orale. Questa fase rappresenta una crescita esplosiva delle capacità linguistiche del bambino, caratterizzata da una rapida acquisizione del linguaggio parlato e da un forte desiderio di apprendere. Nelle interazioni quotidiane, chi si prende cura del bambino dovrebbe conversare con lui il più possibile, utilizzando la stessa intonazione e gli stessi modi degli adulti.Non è necessario usare deliberatamente un linguaggio infantile. La pronuncia e il contenuto dovrebbero essere il più accurati e chiari possibile, consentendo al bambino di imparare più parole e suoni e favorendo allo stesso tempo lo sviluppo del pensiero logico.

Il processo di sviluppo del linguaggio del bambino
Mese 1: qualsiasi disagio viene espresso attraverso il pianto; il bambino fissa le persone, ma solo per brevi istanti.
Mese 2:Gli organi vocali si sviluppano gradualmente, producendo suoni semplici. Mostra grande interesse per le voci umane, rispondendo ai suoni familiari con sorrisi e iniziando a seguire con lo sguardo le fonti sonore. Mese 3: Emette risate quando è felice; le vocalizzazioni diventano più "energiche" quando è turbato. Mesi 4-5: Usa i gesti per chiedere di essere preso in braccio; inizia a comprendere le emozioni degli altri attraverso la voce, le espressioni facciali e i gesti di chi parla.
Mesi 6-7: è in grado di produrre due sillabe consecutive, inizia a combinare le sillabe e imita il linguaggio degli altri.
Mese 9: usa le azioni per comunicare il significato, come scuotere la testa per dire "no" o agitare la mano per dire "arrivederci".
Età 1: inizia a chiamare "papà" e "mamma" e imita parole semplici come "mela" o "biscotto".
15 mesi: usa diverse parole singole o mette insieme due parole diverse. Risponde alle domande con risposte o semplici gesti.
18 mesi: indica oggetti familiari su richiesta o imita le azioni degli adulti. Segue semplici istruzioni e nomina oggetti comuni quando gli viene chiesto.
2 anni: è in grado di nominare alcuni oggetti dalle immagini e formare frasi combinando due parole diverse.
30 mesi: chiede il permesso prima di intraprendere determinate azioni, usa frasi brevi, segue istruzioni che prevedono una singola azione e usa "no" per indicare il rifiuto.
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