Tre considerazioni essenziali dopo l'intervento di correzione del naso aquilino per garantire risultati ottimali
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Ogni procedura cosmetica comporta dei rischi intrinseci; il nostro ruolo è quello di ridurli il più possibile. Il concetto di "buona collaborazione con il chirurgo" non è affatto semplice. Per mitigare i rischi durante la correzione del naso aquilino, un approccio fondamentale è costituito da un'accurata assistenza post-operatoria.
Due metodi comuni per correggere il naso aquilino
1. Tecnica di osteotomia per la correzione del naso aquilino: questo metodo è adatto a pazienti con naso aquilino da moderato a grave. La procedura prevede l'uso della cartilagine alare per la rinoplastica. Per le deformità del naso lungo, viene utilizzata un'incisione a farfalla, con il bordo inferiore che si estende fino alla base della columella.
La procedura inizia con la scalpellatura e l'asportazione della gobba sporgente sul dorso nasale, compresa sia l'osso nasale che la cartilagine settale. Successivamente, viene eseguita un'osteotomia obliqua sulla parte laterale dell'osso nasale per ottenere la riduzione della gobba.
2. Rinoplastica del dorso senza osteotomia: per le deformità lievi del dorso, la correzione consiste principalmente nell'aumento dell'altezza della punta nasale. Questa procedura utilizza impianti prefabbricati in politetrafluoroetilene espanso (ePTFE) o silicone, che vengono modellati su misura e inseriti nella struttura nasale.Durante la procedura, la parte centrale del filler in politetrafluoroetilene espanso (ePTFE) o dell'impianto in silicone corrispondente alla zona della gobba viene mantenuta relativamente sottile, mentre le estremità della gobba nasale vengono riempite per ottenere l'effetto correttivo.
Cure postoperatorie per la chirurgia del naso a dorso
1. La procedura viene tipicamente eseguita in anestesia locale, dura circa due ore e presenta rischi intraoperatori minimi. Nel post-operatorio è necessaria una fissazione esterna con gesso o stecca, insieme a un bendaggio compressivo. Gli occhi possono essere inclusi nella medicazione per 1-2 giorni. Il gonfiore locale si attenua entro 3-5 giorni e le suture vengono rimosse dopo una settimana.
2. Evitare urti esterni. I tessuti molli guariscono completamente entro due settimane dall'intervento, mentre il recupero completo delle ossa e della cartilagine richiede 2-3 mesi. Una volta rimossi i punti di sutura, è possibile riprendere le normali attività quotidiane.
3. La procedura consente di ottenere eccellenti risultati correttivi senza lasciare cicatrici chirurgiche visibili.
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